JSN ImageShow - Joomla 1.5 extension (component, module) by JoomlaShine.com
Home arrow Blog arrow Castellammare del Golfo

Castellammare del Golfo

PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
domenica 09 dicembre 2007

Castellammare il Castello dalla Villa ComunaleCastellammare è la cittadina che da nome al golfo omonimo e che da questo trae il suo elemento distintivo. Esiste infatti in Campania Castellammare di Stabia e in Abruzzo fino al 1927 era comune autonomo Castellammare Adriatico, fino alla sua congiunzione civica con Pescara.

Non mancano poi, anche tra storici illustri, coloro che hanno confuso le vicende legate al Castello a mare di Palermo con le vicende della cittadina del Golfo.
 
Ciò che sappiamo  sull'area occupata oggi dall'abitato di Castellammare, ci perviene da notizie letterarie a partire dal V secolo a. C., che riferiscono di Segesta e del suo emporio.

Diverse nell'antichità gli appellativi di tale emporio. Emporium Segestanorum fu definito da Ptolomeo Strabone e Polibio, lo appellò Emporium Aegestanorum Cluverio e infine Cicerone Emporium Aegestensium.

I Romani una volta sconfitti i Cartaginesi dichiararono Segesta città libera e confederata, permettendo all' emporio il commercio con i lidi del Lazio.

In seguito la decadenza di Segesta, porterà la decadenza anche del suo Emporio e bisognerà attendere il periodo arabo-normanna per nuove testimonianze su Castellammare e sulla sua consistenza.

Cala MarinaIl geografo Edrisi nel suo "Il libro del Re Ruggero", scritto nella prima metà del secolo XII, dice che la nostra Castellammare all'epoca era detta 'Al Madarig e della sua fortezza scrive. "nessun altro [castello] è più forte di sito ne' meglio munito per costruzione........ cui cinge intorno un fosso intagliato nella montagna: si entra nella fortezza per un ponte di legno che si leva e si rimette come si vuole. Come fortezza ebbe notevoli qualità sia per le sue caratteristiche costruttive che per la particolare ubicazione. Ha orti e vigne e un porto ma angusto."

Ma sempre Idrisi considera Castellammare fortezza di importanza secondaria rispetto ad un altra fortezza ben più importante, quale quella di 'Al- Hammah, localizzata nei pressi delle attuali Terme Segestane, e di essa dice:"..tale fortezza ha un porto in cui è un andare e venire di navi e vi si tendono reti per pescare tonni"

La fortezza araba fu ampliata e modificato dai Normanni. Gli Svevi che ai Normanni seguirono rafforzarono il borgo primitivo cingendolo di mura.

La fortezza in mano agli Angioini, fu assediata da Federico II d'Aragona nel gennaio del 1316. Dopo ripetuti e furiosi assalti, nell'aprile del 1316 gli Aragonesi s'impadronirono del Castello il quale subì danni gravissimi e la distruzione di una delle tre torri.

Tra il XV e il XVIII secolo la città sarà di nuovo uno dei principali punti marittimi di esportazione del grano infatti "quivi è il caricatore di formenti.." disse un visitatore ell'epoca.

Nel 1500 il Castello era munito di due torri: una detta di S. Giorgio e l'altra della Campana. Un'altra torre detta Baluardo venne eretta nel 1537 per difendere la costa dai corsari. Il Castello era diviso dai sobborghi da un ponte levatoio, sollevato il quale, si rendeva inespugnabile.

Nella seconda metà del XVI secolo iniziano le attività di costruzione della città murata verso sud. Più tardi l'espansione continuerà, fuori le mura oltre il ponte ai lati dell'asse della via maestra.

Il castelloNell'arco di due secoli la popolazione passerà, dai 453 abitanti del 1500 ai circa 1500 del 1699 per arrivare ai circa 6000 del 1798. Nel 1698 verrà investito della baronia, terra, caricatore e tonnara di Castellammare il principe d'Aragona, Baldassare Naselli.

Al censimento nazionale del 1861 gli abitanti risultano 8.986, e solo cinquantanni dopo, al censimento del 1901, saranno 20.665.

In epoca Borbonica il diffondersi della forma di concessione delle terre "a censo" permetterà la formazione di quote agrarie non molte estese, e la diffusione di coltivazioni di tipo intensivo.

Nel 1892 un terzo dei vini esportati dalla intera Sicilia in Austria Ungheria proveniva dal porto di Castellammare, pur essendo la città, ancora fino al 1890 anno di costruzione della banchina, priva di qualsiasi struttura portuale. Pur tuttavia da Castellammare partivano non solo vini e prodotti dell'agricoltura, ma anche i prodotti derivati dalla pesca di ben quattro tonnare (Secco, Scopello, Castellammare, Magazzinazzi).

Così Castellammare nella seconda metà dell'ottocento diventa terra d'immigrazione e interi nuclei familiari vi si trasferiscono da Palermo, da Alcamo, da Calatafimi, da Cinisi, Licata.

La crisi dovuta alla filossera, (un parassita della vite che provoca la morte dei tralci di vite) verificatasi negli anni 1895 - 1896 ed è solo nel secondo dopoguerra del secolo scorso che Castellammare in conseguenza dei livelli di benessere raggiunti da tutto il Paese riprenderà la sua espansione e lo sviluppo orientato in prevalenza al turismo.

Castellammare il CastelloDa vedere: in città, il Castello, il quale ospita il Museo Etno-Antropologico e il Museo della memoria del mediterraneo, La Chiesa Madre, Palazzo Crociferi, già convento ed oggi sede della municipalità, la villa Regina Margherita dalla quale ammirare il panorama.
Da vedere: nei dintorni in direzione Trapani una sosta merita l'area Belvedere, da cui si domina il Golfo e nelle giornate serene è possibile riuscire ad intravvedere Ustica. Ancora merita una sosta Scopello sia il borgo che la Tonnara. Gli amanti dei beni ambientali e naturalistici non potranno non effettuare una lunga escursione nella Riserva naturale orientata dello Zingaro. E infine reduci da Scopello o dalla Riserva delllo Zingaro prima di tornare a Castellammare fare una deviazione per ciò che resta del Castello di Baida.

La festa principale del paese è in onore di Maria S.S. del Soccorso e si celebra il 21 agosto di ogni anno. Le celebrazioni in onore della Patrona  tuttavia iniziano almeno una settimana prima, con pubblica illuminazione, concerti, processione a mare ecc. 

Articoli correlati

Ultimo aggiornamento ( sabato 29 dicembre 2007 )
 
Pros. >

Brevissime

A San Vito Lo Capo,  sabato 27 e Domenica 28 Giugno, "Un mare di storie -Immagini, racconti, leggende sopra e sotto la superficie", a cura di Ninni Ravazza, nel tradizionale salotto di Via Venza, alle ore 21.00 , si parlerà della Tonnara di San Vito, con immagini inedite della mattanza.
 

Social Bookmark

Add to: Digg Add to: Del.icoi.us Add to: Reddit Add to: StumbleUpon Add to: Slashdot Add to: Yahoo Add to: Technorati Add to: Newsvine Add to: Smarking Add to: Folkd Add to: Spurl Add to: Google Add to: Blinklist Information
Social Bookmarking
Free Joomla Templates